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26 ottobre 2019

La replica di MOBIT

Nel suo comunicato stampa del 23/10/19 la Regione Toscana dimentica che lo stesso “contratto ponte” firmato il 29/12/2017 fa salvi, in merito al trasferimento di beni e personale, eventuali provvedimenti giurisdizionali di sospensione degli atti della procedura (art. 15, comma 14).
Dimentica altresì che il 10 ottobre u.s. si è tenuta l’udienza di discussione dinanzi al Consiglio di Stato nel giudizio che ha per oggetto la legittimità o meno della prima aggiudicazione della gara ad Autolinee Toscane e che quindi si attende a breve la sentenza.
Dimentica ancora che il TAR Toscana ha fissato per il 26 febbraio 2020 l’udienza per la discussione del giudizio avente per oggetto la legittimità o meno della seconda aggiudicazione della gara ad Autolinee Toscane.
Dimentica infine che Mobit ha presentato al TAR istanza di sospensione dell’aggiudicazione che sarà discussa nella Camera di Consiglio del 6 novembre p.v..
Impone il trasferimento ad Autolinee Toscane dei beni e del personale, in violazione dell’art. 4, 1° comma, dell’accordo sottoscritto con Autolinee Toscane e Mobit contemporaneamente al “contratto ponte”. Per far ciò persiste nella falsa interpretazione della pronunzia della Corte Europea di Giustizia affermando che sarebbe stato verificato positivamente che Autolinee Toscane poteva partecipare alla gara, mentre la Corte ha affrontato solo una questione preliminare, talché su tale aspetto è attesa la pronunzia del Consiglio di Stato nella sentenza in corso di pubblicazione.
Ed anche l’Assessore regionale ai trasporti, Vincenzo Ceccarelli, secondo quanto si legge nel comunicato ANSA del 24 ottobre, ha confermato che la Regione vuole firmare il contratto con Autolinee Toscane per l’attivazione del servizio il prossimo 1° gennaio 2020, e cioè in forza della seconda illegittima aggiudicazione, senza quindi attendere per il trasferimento dei beni e del personale la chiusura del contenzioso su di essa.
Tutto ciò per dire che la pervicacia della Regione Toscana nel volere imporre alle Aziende consorziate di Mobit il trasferimento ad Autolinee Toscane dei beni immobili, dei bus, del personale (per il che sono già in corso le complicatissime attività propedeutiche) senza attendere l’esito dei pronunciamenti giurisdizionali suddetti, infliggendo così alle Aziende gravissimi ed irreparabili danni, costituisce operazione contraria al buon senso oltre che violazione del principio di “buona amministrazione” al quale tutte le amministrazioni pubbliche sono legalmente tenute.